È stato per oltre trent'anni l'angolo custode del Rassicurati, il settecentesco teatro fiore all'occhiello del borgo antico di Montecarlo. L'amministrazione comunale lo ricorda oggi, anche in occasione del 680º anniversario della fondazione del paese per mano dell'Imperatore Carlo IV, per l'esempio e lo straordinario contributo offerto alla vita culturale ed artistica del territorio, con una cerimonia prevista all'interno dello storico teatro al termine del consueto concerto del 1º maggio eseguito dalla secolare Filarmonica G. Puccini, altro grande amore del compianto Berti.
Guido Berti nasce a Montecarlo il 9 novembre 1930 da Edgardo e da Celestina Carmignani. Trascorre tutta la sua vita in questo piccolo borgo della campagna toscana, nell’ambiente semplice ma dalle tradizioni forti tipiche del mondo contadino non intaccato dalla frenesia della grande crescita economica del dopoguerra. Abita nel centro storico, in una strada caratteristica, di faccia ad uno degli edifici più famosi e frequentati del borgo, il settecentesco Teatro dei Rassicurati. Nel secondo dopoguerra, epoca della giovinezza di Guido, il teatro costituiva un importante punto di incontro dei giovani del paese, con la ritrovata gioia di vivere in un clima di pace che favoriva concerti, veglioni e balli rallegrati dalla musica della banda che gestiva anche l’organizzazione di queste attività ricreative dei giorni di festa. Il teatro e la sua storia, la sua particolare struttura, la sua atmosfera e la particolare emozione del suo palcoscenico costituiranno successivamente per gli abitanti del territorio un forte impulso civico alla tutela e salvaguardia della memoria storica del tessuto artistico e culturale del paese. Guido si sposa con Maria Ulivieri e dalla loro unione nascono i figli Roberto e Paolo. Siamo negli anni ’60 e ‘70, in un particolare momento in cui, dopo un periodo di abbandono, la società montecarlese si riunisce per salvare il teatro dalla demolizione e la società filarmonica dalla totale estinzione, due istituzioni storiche che avevano rischiato di scomparire con l’avvento della società moderna e dei nuovi mezzi di comunicazione e di produzione musicale. Grazie all’impulso del M° Herbert Handt, che con la riapertura del teatro nel 1973 comincia a frequentare assiduamente Montecarlo, Guido si avvicina alla rinata vita musicale del piccolo palcoscenico iniziando una collaborazione con le compagnie per gli allestimenti scenotecnici. Diventa così un importante punto di riferimento per le compagnie, le associazioni e le scuole che utilizzano il teatro per le loro attività artistiche ed espressive, sempre pronto ad ogni evenienza e ad ogni bisogno, dall’apertura e chiusura in momenti specifici della giornata all’attenta manutenzione e cura delle macchine teatrali di cui si qualifica sempre di più come tecnico esperto chiamato a collaborare anche in altri teatri della zona. Contemporaneamente, grazie allo studio dei figli nella rinnovata scuola di musica popolare, si interessa alla ricostituzione della Filarmonica Puccini, di cui entra presto a far parte del consiglio direttivo, dapprima con mansioni organizzative e poi come musicante nel settore delle percussioni. Sempre al seguito dei figli si dedica assiduamente e con passione allo sviluppo ed alla diffusione della cultura musicale bandistica fornendo un importante contributo all’assetto dell’archivio ed alla cura e manutenzione degli strumenti e dei materiali della Filarmonica.
Tutta questo lavoro si è svolto fino all’ultimo sotto un forte spirito di volontariato, animato solo dall’amore per il proprio paese e dalla passione per l’attività artistica, passione che ha tramandato e condiviso con i propri familiari, figli e nipoti. Colpito da una brutta malattia non si è mai sottratto finché ha potuto agli impegni che la vita della Filarmonica e del teatro richiedevano alla sua competenza e disponibilità, distinguendosi fino all’ultimo per il valore morale e civile con cui ha prestato la propria opera e per lo spirito di partecipazione ed il profondo attaccamento al patrimonio artistico ed alle tradizioni culturali proprie della sua comunità. Guido Berti si è spento a Montecarlo il 2 gennaio 2005, nel cordoglio dell’associazionismo musicale e teatrale e dell’intero paese che si è stretto attorno alla famiglia. Il suo esempio è stato di impulso a coloro che hanno lavorato al suo fianco per tanti anni per proseguire l’attività di valorizzazione della cultura e tradizione musicale e teatrale. I figli ed i nipoti continuano oggi il suo lavoro all’interno della comunità montecarlese.
L’Amministrazione Comunale di Montecarlo, sostenuta dalla Filarmonica Puccini, per tramandare alle future generazioni la memoria del suo impegno assiduo, ha deciso di intitolare a suo nome la sala conferenze posta all’ultimo piano del Teatro Comunale dei Rassicurati, quello stesso teatro a cui si è dedicato con tanta cura per oltre trent’anni, con l'apposizione di una targa che ne conservi ancora più concretamente la memoria.
"Con questo atto compiamo un atto dovuto - precisa il Sindaco di Montecarlo Vittorio Fantozzi - da parte di tutta la comunità verso un uomo che ha dato un contributo inestimabile nel merito e straordinario nei fatti alla vitalità artistica di Montecarlo. Un dato di fatto a cui convengono coloro i quali hanno avuto il privilegio di conoscerlo, me compreso come assessore alla cultura nell'ultimo periodo della sua vita, e che vogliamo perpetuare a ricordo delle nostre giovani generazioni".